Toyo Ito è un architetto giapponese noto per la creazione di architetture concettuali in cui cerca di esprimere contemporaneamente il mondo fisico e quello virtuale.
Fonte immagine:https://search.creativecommons.org/photos/f31d3522-676e-4ff1-ad77-0c4f551af6fa by 準建築人手札網站 Forgemind ArchiMedia
La vita di Toyo Ito
Ito è nato nella Corea occupata dai giapponesi da genitori giapponesi. Nel 1943 si reca in Giappone con la madre e le sorelle e il padre vi ritorna qualche anno dopo. Ito ha studiato architettura all’Università di Tokyo. Dopo la laurea (1965), è stato apprendista di Kikutake Kiyonori, uno dei leader della scuola Metabolista, un movimento architettonico giapponese degli anni ’60 che sosteneva un approccio radicalmente futuristico alla progettazione. Quando il movimento Metabolista si esaurisce, Ito lascia lo studio di Kikutake e nel 1971 fonda il proprio studio, Urban Robot (URBOT), a Tokyo, concentrandosi inizialmente su progetti residenziali e di piccola scala.
Fonte immagine: https://search.creativecommons.org/photos/19e4a2e8-e80b-4260-b6bf-fb928d8b5c5f
Fonti: https://www.britannica.com/biography/Toyo-Ito
Qual la visione di Toyo Ito?
Si dice spesso che il lavoro di Ito abbia affinità con le idee di filosofi come Munesuke Mita e Gilles Deleuze. Ito ha definito l’architettura come “abbigliamento” per gli abitanti delle città, soprattutto nelle metropoli giapponesi contemporanee. Questo tema ruota attorno all’equilibrio tra la vita privata e la vita metropolitana “pubblica” di un individuo. L’architettura attuale di Toyo Ito espande il suo lavoro prodotto durante il periodo postmoderno, esplorando aggressivamente le potenzialità di nuove forme. Nel farlo, cerca di trovare nuove condizioni spaziali che manifestino la filosofia degli esseri senza frontiere.
Fonte: https://en.wikipedia.org/wiki/Toyo_Ito
Premi
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui, nel 2010, il 22° Praemium Imperiale in onore del Principe Takamatsu; nel 2006, la Royal Institute of British Architects’ Royal Gold Medal; e nel 2002, il Leone d’Oro alla carriera per l’8° Esposizione Internazionale della Biennale di Venezia.
Fonte immagine: https://www.metalocus.es/en/news/bio-toyo-ito-2013-pritzker-architecture-prize
Font immagine: https://www.archdaily.com/380366/2013-pritzker-prize-ceremony-toyo-ito
Quali sono le opere più importanti di Toyo Ito?
- ‘Minna no Mori’ Gifu Media Cosmos, Gifu, Giappone (2015)
A pianta circolare, l’edificio è caratterizzato da un tetto curvo in legno a traliccio, progettato per assomigliare a un “grande cappello da sole di paglia”.
- Museo di architettura, Imabari, Giappone (2011)
Un abbinamento di progetti architettonici. Steel Hut è un ibrido di tetraedro, ottaedro e altre figure geometriche. La combinazione di schermi trasparenti e perforati rappresenta la leggerezza intrinseca dell’architettura giapponese, ma è di interpretazione soggettiva.
Fonte immagine: https://search.creativecommons.org/photos/aef242b6-3ba4-4822-827d-1f83465b3465
Fonte immagine: https://search.creativecommons.org/photos/db3c5af8-f82b-476e-901f-25dd6cbc1f61 by kentamabuchi
Fonti: https://mahno.com.ua/en/blog/post/toyoito
- Torres Porta Fira, Barcellona, Spagna (2010)
I due edifici sono collegati da un atrio comune. L’hotel è contenuto in un cilindro distorto, che si espande verso l’alto ed è rivestito di pannelli metallici rossi; l’edificio per uffici è un volume rettangolare con una facciata continua in vetro e un motivo rosso che attraversa il centro.
Fonte immagine: https://search.creativecommons.org/photos/db538b44-3c80-4153-beaf-e2f8752655a0 by Maximilian Goldmann
Fonte: https://www.dezeen.com/2010/03/03/porta-fira-towers-by-toyo-ito-and-b720-arquitectos/
- Biblioteca della Tama Art University, Tokyo, Giappone (2007)
Questo è il posto giusto per leggere, discutere, rilassarsi o semplicemente bere un caffè. La particolarità del piano terra è che non ha pareti. 166 archi sono costruiti a quadrilatero, permettendo allo scenario naturale di vivere all’interno.
Fonte immagine: https://search.creativecommons.org/photos/d5046f2d-0e77-46a6-ac1a-c5ea7f4423d1
Fonte: https://mahno.com.ua/en/blog/post/toyoito
- Padiglione della Serpentine Gallery, Londra, Regno Unito (2002)
Fonte immagine: https://en.wikipedia.org/wiki/Serpentine_Galleries#/media/File:Serpentine_Pavillion_2002.jpg
- Sendai Mediatheque, Giappone (2001)
All’esterno, l’edificio assomiglia a un grande acquario di vetro, dove al posto dei pesci ci sono biblioteche, cinema, studio e stand espositivi. Le alghe crescono attraverso i pavimenti sotto forma di tubi asimmetrici. Essendo imprevedibili, cambiano direzione, aumentano e diminuiscono di diametro.
Fonte immagine: https://search.creativecommons.org/photos/5f4a0576-bbb8-4c22-91f4-5aecf9fb8cf5
Fonte: https://mahno.com.ua/en/blog/post/toyoito
- White U, Tokyo, Giappone (1976)
Il progetto della casa è nato come una forma a L, con la sorella di Ito che esprimeva il desiderio di un collegamento visivo tra le diverse parti della casa. Tuttavia, con il progredire della discussione, il progetto ha iniziato a concentrarsi sempre più sulla natura simbolica del significato della casa per la famiglia in lutto. Questo ha portato a un progetto introverso, a forma di U, che separava il dominio della famiglia dal mondo esterno.
Fonte immagine: https://search.creativecommons.org/photos/702537f2-94d7-4c53-83b9-92e9b997d0ff by 準建築人手札網站 Forgemind ArchiMedia
La disposizione interna dell’edificio è costituita da un lungo corridoio curvo, che termina ad ogni estremità in camere da letto: da un lato quella della madre, dall’altro quella delle figlie. Queste estremità del corridoio sono buie e la fonte di luce principale è l’ingresso al cortile interno, vicino al centro della curva, nel punto di incontro simbolico della famiglia. Le superfici interne sono tutte bianche, creando uno spazio minimalista per il pensiero contemplativo.
Fonte immagine: https://search.creativecommons.org/photos/ba0ad2ad-7b44-43c1-8214-d53a61f0d9fa by 準建築人手札網站 Forgemind ArchiMedia
Fonte: https://www.archdaily.com/345857/ad-classics-white-u-toyo-ito
Il design di Toyo Ito
- Konoha, Sancal (2010)
Toyo Ito si è ispirato alla doppia elica per progettare mobili che facilitino la connessione tra le persone e che permettano il libero utilizzo degli spazi. Il risultato è una panchina dalla silhouette vegetale, simile ai frammenti di una pianta, con cui si può comporre una foglia intera.
Fonte immagine: https://www.kezu.com.au/sancal-konoha-bench.html#
Combinando i pezzi della serie in modi diversi, ne alteriamo i ritmi. Cambiando la posizione o l’orientamento delle panchine, possiamo modificare il contesto e adattarci alle dimensioni di qualsiasi spazio. Toyo Ito utilizza materiali naturali e di qualità: lana, legno e acciaio per esaltare la componente organica del design. Konoha è una parola giapponese che significa foglie di alberi. In un giardino troviamo foglie, panchine e sculture: tutto questo, in uno, è Konoha.
Fonte immagine: https://www.kezu.com.au/sancal-konoha-bench.html#
Fonte: http://www.archiexpo.it/prod/sancal/product-50567-825716.html
- Mayuhana II, Yamagiwa (2009)
Prodotta dal marchio giapponese Yamagiwa, la lampada Mayuhana è stata lanciata per la prima volta nel 2007 ed è caratterizzata da una tripla pelle di delicate sfere in rete di fibra.
Fonte immagine: https://search.creativecommons.org/photos/c19ccdde-7dc0-4735-95ef-97b276ac0bee
Fonte: https://www.dezeen.com/2016/03/03/mayuhana-lamp-toyo-ito-yamagiwa-even-darker-black/
- Set di posate MU, Alessi (2006)
Mu, che in giapponese significa “esagono”, è stato progettato per completare la collezione di stoviglie Ku, creata da Alessi nel 2006. Ogni posata in acciaio inossidabile ha un manico sottile che termina con un profilo esagonale sulla punta.
La gamma comprende una forchetta, un coltello e un cucchiaio per la tavola, una forchetta, un coltello e un cucchiaio per il dessert, una forchetta da pasticceria, un cucchiaio da tè, un cucchiaio da caffè e un cucchiaio da caffè moka. Sono inoltre disponibili un’insalatiera, un mestolo, un’insalatiera per dolci e un cucchiaio e una forchetta da portata.
Fonte immagini: https://www.designboom.com/design/toyo-ito-mu-cutlery-for-alessi-at-maison-et-objet/
Fonte: https://www.dezeen.com/2013/01/17/mu-cutlery-by-toyo-ito-for-alessi/
- Senday, Horm (2005)
Movimento e flessibilità riassumono la forza emotiva di Toyo Ito, che in questa scultura-libreria cattura l’essenza progettuale del media center di Sendai (Giappone), da lui progettato e utilizzato come ispirazione. Questo salto di scala è costituito da sei scaffali leggeri collegati da elementi torniti in legno massiccio, tutti diversi tra loro per inclinazione e sezione. Sendai è sicuramente un mobile dal design silenzioso ma accattivante, che riflette la filosofia tipicamente orientale del grande architetto.
Fonte immagine:https://www.horm.it/en/mobili-design/sendai-libreria/